Zenzero nella steatosi epatica con diabete tipo 2: cosa mostra un trial clinico
In breve: Uno studio clinico ha valutato se tre mesi di zenzero in capsule possano modificare parametri metabolici e del fegato in persone con diabete tipo 2 e steatosi epatica non alcolica. Sono emersi alcuni cambiamenti metabolici, ma non un miglioramento documentato della quantità di grasso nel fegato.La sintesi degli autori descrive uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. La randomizzazione assegna i partecipanti ai gruppi in modo casuale; il doppio cieco evita che partecipanti e ricercatori sappiano quale trattamento sia assunto. Settantasei persone con diabete tipo 2 e steatosi epatica non alcolica, cioè accumulo di grasso nel fegato non attribuito al consumo di alcol, hanno ricevuto 1.000 mg di zenzero due volte al giorno oppure placebo per tre mesi. Sono stati misurati circonferenze corporee, pressione, esami del sangue e FibroScan, un esame non invasivo che stima grasso e rigidità del fegato. In entrambi i gruppi sono diminuiti indice di massa corporea, circonferenze e transaminasi, enzimi che possono aumentare quando il fegato è sotto stress. Nel gruppo zenzero sono diminuiti insulina e HOMA-IR, indice stimato di insulino-resistenza, ed è aumentato il colesterolo HDL. Sono inoltre migliorate pressione sistolica e diastolica. Non sono invece emerse variazioni significative dei marcatori infiammatori né degli indici FibroScan relativi a steatosi e attenuazione controllata. Il lavoro suggerisce quindi un possibile segnale metabolico a breve termine, non la dimostrazione che lo zenzero riduca il grasso epatico o modifichi il decorso della malattia.