Open Access Narrative Review

Cannella spezia funzionale: perché conta nella dieta quotidiana

La ricerca descrive la cannella come una spezia di interesse nutrizionale, specie per il metabolismo. Alcuni studi rilevano segnali utili su glicemia e lipidi, ma i risultati variano con dose, durata, prodotto e persone studiate. Va quindi vista come ingrediente funzionale di una dieta varia, non come soluzione autonoma. Il suo valore scientifico è reale, ma richiede cautela e va letto nel contesto dei pasti quotidiani.

Cita questo articolo
Mondini, M. (2026). Cannella spezia funzionale: perché conta nella dieta quotidiana. Life Science Hub Journal. DOI: 10.5281/zenodo.23670179. https://lifesciencehub.info/it/cannella-spezia-funzionale-perche-conta-nella-dieta-quotidiana
LIFE Science Hub - Journal of Science · 2026 / Ott
  • Pubblicazione 25/10/2026
  • Aggiornamento 26/10/2026
  • Revisione 26/10/2026
  • Storia articolo

DOI 10.5281/zenodo.23670179

  • CANNELLA
  • GLICEMIA
  • METABOLISMO
  • NUTRIZIONE
  • SPEZIE
Storia dell'articolo
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  • Pubblicazione 25/10/2026
  • Aggiornamento 26/10/2026
  • Revisione 26/10/2026
Revisioni
  1. v1.0 — 25/10/2026 Pubblicazione iniziale dell'articolo.
  2. v1.1 — 26/10/2026 Aggiornamento editoriale di contenuti, fonti o riferimenti.

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Still-life editoriale con cannella, yogurt, avena e frutta, per rappresentare una spezia funzionale nel contesto della dieta quotidiana.
Cannella come spezia funzionale: un ingrediente quotidiano letto nel suo contesto biologico e nutrizionale, non come rimedio. La scena collega aroma, composizione naturale e dieta preventiva con un linguaggio visivo sobrio e scientifico.

ABSTRACT : COSA DICE LA SCIENZA

La cannella è una spezia comune, ma desta interesse anche oltre l’aroma di dolci e bevande. Parlare di cannella spezia funzionale non vuol dire proporla come cura, ma darle un possibile ruolo nella dieta. Le linee guida ricordano che la salute nasce dall’insieme delle scelte a tavola, non da un solo cibo [1] [2]. Va quindi inserita in una dieta varia, insieme a molti altri alimenti. Così può dare gusto a piatti semplici e favorire, nel tempo, scelte più sane. Gli studi danno dati utili, ma non sempre concordi: vanno quindi letti con cura e cautela. In particolare, l’articolo tratterà questi punti:

  • Che cosa significa davvero definire funzionale una spezia
  • Perché la cannella interessa la nutrizione preventiva
  • In quale contesto la cannella ha valore alimentare
  • Come gusto e aderenza influenzano le abitudini
  • Perché il ruolo della cannella resta alimentare

Che cosa significa davvero spezia funzionale

La cannella spezia funzionale non è solo un aroma da cucina. Il termine indica una spezia studiata anche per il suo possibile ruolo biologico nella dieta. Non vuol dire che produca sempre effetti clinici. Aiuta invece a capire perché sia diversa da una comune spezia aromatica.

Cannella in polvere e stecche con richiami botanici e nutrizionali, in una scena editoriale luminosa e scientifica.
La cannella può essere letta come spezia funzionale quando il suo valore non è solo aromatico, ma anche legato a composti vegetali di interesse nutrizionale. In una dieta varia, conta il contesto alimentare, non effetti miracolosi o automatici.

Una spezia funzionale dà aroma e contiene composti naturali utili per la ricerca sulla nutrizione. Questa idea non rende la spezia un farmaco. Indica che, in una dieta varia, può offrire più del solo gusto. Per la cannella, l’interesse nasce dall’uso tradizionale e dai suoi fitonutrienti (sostanze delle piante con possibili effetti biologici).

Questa base aiuta a definire la cannella come alimento funzionale nel senso corretto. Può contribuire alla qualità della dieta, ma non è una cura rapida. Parlare di spezie salutari ha senso nella ricerca sulla nutrizione e sulla prevenzione, non nella cura. Si capisce così perché sia descritta come ricca di composti attivi. Il suo interesse dipende sempre da come viene usata, non da un presunto effetto miracoloso.

Per capire il termine, occorre separare il suo vero senso dagli usi poco corretti. I punti da chiarire sono questi:

  • La spezia funzionale unisce aroma ed interesse per la nutrizione.
  • La cannella viene studiata nel contesto di una dieta preventiva.
  • Il suo valore dipende dalla dieta, non da effetti isolati.
  • Un linguaggio corretto evita promesse eccessive o prive di base.

La sezione chiarisce il termine in tre passaggi: senso generale, legame con la cannella e linguaggio scientifico. Ogni H3 esamina un punto diverso, senza ripetere le definizioni già date.

Cos'è una spezia funzionale e in cosa differisce da una spezia comune

Una spezia funzionale dà aroma e contiene composti studiati per i loro possibili effetti sulla fisiologia (normale attività del corpo). La differenza da una spezia comune non è di tipo medico. Riguarda invece sostanze che possono avere un valore per la nutrizione. Ciò non vuol dire che ogni spezia abbia effetti misurabili. Inoltre, il solo uso in cucina non prova un beneficio clinico. Per la cannella, il termine nasce dal legame tra uso tradizionale e ricerca sulla dieta. Conta quindi il modo in cui questi composti vengono valutati nel quadro complessivo dell'alimentazione.

Il termine descrive quindi un contesto e non promette un effetto certo. Questa distinzione aiuta a leggere bene etichette, articoli e messaggi di vendita. Evita inoltre di dare alla spezia qualità che non sono state provate. Permette così di valutarne il ruolo con più cura. Il passaggio al caso specifico diventa quindi più chiaro. La ricerca recente tratta il tema come interesse alimentare, non come via rapida alla cura [3] [4].

Perché la cannella rientra nel concetto di alimento funzionale

La cannella offre aroma e gusto, ma contiene anche sostanze studiate dalla ricerca sulla nutrizione. Questi composti naturali possono avere un ruolo biologico nel quadro di una dieta varia. Per questo motivo la spezia viene associata agli alimenti funzionali. Il valore, però, non nasce da un singolo effetto e non è automatico. Emerge solo quando l’uso fa parte di un modello alimentare sano e coerente.

Questa lettura evita di descriverla sia come un “superfood” sia come una spezia senza interesse. Il suo ruolo può essere culinario e, insieme, nutrizionale. Questa doppia funzione sostiene la definizione di alimento funzionale. Un'analisi che ha messo insieme 24 studi randomizzati (con gruppi assegnati a caso) ha esaminato persone con diabete di tipo 2. La supplementazione ha migliorato la glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata (valore della glicemia media). Il risultato offre però un supporto indiretto e non una definizione assoluta [5]. Il termine nutraceutico richiede quindi molta cautela.

Quando ha senso usare il termine nutraceutico per la cannella

Il termine nutraceutico indica un alimento o ingrediente con valore nutritivo e possibile interesse biologico. Per la cannella, però, questa parola richiede cautela. Il normale uso in cucina non implica sempre un pieno ruolo nutraceutico. Il termine è più adatto quando la spezia fa parte di una dieta di buona qualità. Non descrive invece un prodotto singolo con effetti certi. Conta quindi il contesto alimentare in cui la cannella viene inserita nella dieta complessiva.

La cannella può quindi offrire composti interessanti, ma non sostituisce un regime sano e vario. Questa cura nelle parole distingue il linguaggio della scienza da quello usato per vendere. Una revisione del 2019 ha raccolto storia, usi tradizionali, fitochimica (studio delle sostanze vegetali) ed impatti clinici. Il lavoro ha esaminato la spezia sia come alimento sia come medicina, mostrando questa doppia lettura [6]. Serve quindi un linguaggio preciso, privo di enfasi. Chiarito il termine, resta da capire il ruolo nella nutrizione preventiva.

Ricerche recenti e aggiornamenti

Ricerche recenti e aggiornamenti: Efficacy and Safety of Cinnamomum zeylanicum (Ceylon cinnamon) for diabetes mellitus: a randomized, double blind, placebo-controlled clinical trial

Nel 2025, il ricercatore srilankese Priyanga Ranasinghe e i colleghi hanno studiato l’estratto di Cinnamomum zeylanicum nella rivista Diabetes, Obesity and Metabolism. Si tratta della cannella di Ceylon, testata in persone con diabete di tipo 2. Lo studio ha confrontato 250 mg e 500 mg con placebo per valutare il controllo della glicemia. Il dato sostiene un possibile interesse biologico nel metabolismo, ma non assegna alla spezia un valore di cura.

Dati della ricerca

Efficacy and Safety of Cinnamomum zeylanicum (Ceylon cinnamon) for diabetes mellitus: a randomized, double blind, placebo-controlled clinical trial

Priyanga Ranasinghe e colleghi, 2025
Diabetes, Obesity and Metabolism

DOI: https://doi.org/10.1016/j.dsx.2025.103357

Cosa mostra lo studio:
  • 210 persone con diabete di tipo 2 sono state divise in tre gruppi per valutare due dosi di estratto di cannella.
  • Le dosi testate erano 250 mg e 500 mg di estratto di Cinnamomum zeylanicum, confrontate con placebo.
  • L’esito principale era il controllo glicemico, misurato con emoglobina glicata (glicemia media) e glicemia a digiuno.
  • Lo studio sostiene l’interesse nutrizionale della cannella nel metabolismo, ma non prova un valore terapeutico autonomo.

Perché la cannella interessa la nutrizione preventiva

I benefici della cannella nella prevenzione non derivano da un effetto miracoloso. Dipendono dal modo in cui la spezia può inserirsi in abitudini sane e stabili. Come cannella spezia funzionale, unisce gusto, facilità d'uso ed un possibile aiuto nella dieta di ogni giorno.

Still-life editoriale con cannella, porridge, mela e yogurt, per illustrare il ruolo della spezia nella nutrizione preventiva quotidiana.
La cannella non conta come rimedio miracoloso, ma come supporto pratico a scelte alimentari più costanti. Se rende più gradevoli preparazioni semplici e meno zuccherate, può favorire un modello di dieta preventiva stabile, realistico e sostenibile nel tempo.

La cannella spezia funzionale interessa la nutrizione preventiva perché unisce gusto, uso costante e qualità della dieta. Nella prevenzione non conta solo il singolo cibo, ma anche seguire nel tempo un'alimentazione sana. Questa spezia può dare più gusto a piatti semplici e favorire scelte più costanti. Può essere utile, per esempio, quando si vogliono ridurre gli zuccheri aggiunti e i cibi molto lavorati.

La cannella entra nella nutrizione preventiva quando aiuta a seguire un regime alimentare sano e costante. In questo senso può agire come alimento funzionale (cibo con possibili effetti utili oltre al suo valore nutritivo). Non conta per un effetto isolato, ma perché può inserirsi in uno stile alimentare più ordinato. Le principali linee guida su dieta sana e prevenzione sostengono questo tipo di approccio [1][2].

Il suo valore va quindi letto come aiuto pratico per una dieta preventiva. Non può sostituire sane abitudini. I prossimi punti spiegano tre aspetti:

  • La cannella può aiutare a mantenere nel tempo le scelte alimentari.
  • Il gusto favorisce l'aderenza più del singolo ingrediente.
  • Il tipo di dieta influisce sul possibile ruolo della spezia.

La cannella può avere rilievo nella prevenzione quando viene usata con costanza, dentro una dieta realistica. I tre punti seguenti mostrano il ruolo di aderenza, contesto alimentare e possibile aiuto sul metabolismo.

Come la cannella può sostenere una dieta preventiva

Il rapporto tra cannella e prevenzione riguarda prima di tutto l'uso pratico nella dieta. Una spezia gradita può dare più gusto a pasti semplici e renderli più facili da mantenere. Il suo ruolo non è quello di curare, ma di sostenere l'aderenza (capacità di seguire una scelta nel tempo). Questo aspetto conta nella nutrizione preventiva, dove la costanza spesso pesa più di un cambio intenso ma breve.

Uno studio crossover (in cui ogni persona prova entrambi i trattamenti) è durato 4 settimane. Negli adulti con prediabete, i valori di glucosio nelle 24 ore erano più bassi con la spezia rispetto al placebo [7]. Il dato riguarda persone ad alto rischio, ma deriva da un periodo breve. Da solo, quindi, non prova un effetto clinico stabile. Suggerisce però un possibile aiuto nelle diete attente alla risposta glicemica (variazione dello zucchero nel sangue), se l'uso è regolare. Il confronto aiuta quindi a distinguere un segnale interessante da una conclusione definitiva.

Perché gusto e aderenza contano più del singolo ingrediente

Nella nutrizione preventiva il gusto conta, perché influisce sulla durata delle scelte alimentari. La cannella spezia funzionale può rendere più gradevoli cibi semplici e poco dolci. In questo modo può aiutare a seguire una dieta coerente per periodi più lunghi. Una spezia gradita riduce anche la monotonia e rende più facile ripetere abitudini utili. Questo possibile ruolo, però, non equivale ad un effetto autonomo di cura.

Una revisione del 2015 ha valutato in modo critico gli studi sperimentali e clinici sui risultati legati alla glicemia. L'analisi indica che l'interesse scientifico riguarda l'uso ripetuto e il rapporto con l'aderenza, non il consumo occasionale [8]. Le ricerche, però, differivano per gruppi esaminati, forma di assunzione e durata. Per questo i risultati non erano sempre confrontabili. Le differenze tra gli studi impongono quindi una lettura prudente dei dati disponibili. Il messaggio pratico è chiaro: mantenere una sana abitudine conta più del singolo ingrediente, anche se promettente.

In quali modelli alimentari la cannella ha più senso

La cannella trova più spazio nelle diete basate su qualità, pochi zuccheri e piatti semplici. In questi casi non determina il valore della dieta, ma può renderla più coerente. Può dare gusto a yogurt, cereali ed altri piatti fatti in casa, senza troppa dolcezza. Qui emerge il suo profilo di nutraceutico naturale (cibo o sostanza naturale studiata per possibili effetti sulla salute). Resta comunque un piccolo aiuto dentro una dieta ben strutturata.

Una meta-analisi del 2020 ha unito i dati di trial randomizzati sui biomarcatori cardiometabolici (valori legati a cuore e metabolismo). Lo studio ha esaminato le proprietà antiossidanti ed anti-infiammatorie della spezia. Tuttavia, i risultati erano vari e non valevano nello stesso modo per tutta la popolazione [9]. Il possibile beneficio richiede quindi prudenza e può dipendere dalla dieta, dalla frequenza d'uso e dalla persona. La prevenzione nasce dal contesto generale, non dalla spezia da sola.

Cannella: interesse biologico e uso quotidiano

L'interesse biologico della cannella emerge con l'uso abituale nella dieta, non con un'aggiunta fatta ogni tanto. Come cannella spezia funzionale, può sostenere scelte adatte ad una dieta che punta alla prevenzione. Il suo impiego deve però restare realistico, costante e sempre legato al pasto.

Still-life con cannella, avena e frutta, per illustrare l’uso quotidiano di una spezia funzionale nella dieta preventiva.
La cannella diventa interessante quando entra nella routine quotidiana: piccole quantità, inserite nei pasti, possono accompagnare scelte più semplici e coerenti con una dieta preventiva. Il suo valore non è straordinario, ma pratico, costante e legato al contesto alimentare.

Ogni giorno, la cannella unisce sapore, praticità e possibile valore nutrizionale, anche in piccole dosi regolari. Non risolve da sola i problemi, ma può essere utile in una dieta preventiva. Può sostituire aggiunte meno sane o facilitare ricette semplici con meno zuccheri. Va considerata parte di una dieta attenta, non una cura autonoma.

Questa prospettiva spiega perché la cannella spezia funzionale viene definita alimento funzionale o nutraceutico naturale. Non significa attribuirle effetti straordinari, ma valutare il possibile contributo delle spezie salutari. Nel tempo, queste spezie possono migliorare la qualità complessiva della dieta. Contano il contesto d'uso, la frequenza e il tipo di preparazione. Questi aspetti ne definiscono il valore pratico. La sezione seguente traduce questa idea nella lettura clinica.

Da questa idea derivano alcuni punti concreti per l'uso quotidiano:

  • Il suo interesse biologico prende forma in abitudini alimentari semplici, regolari e facili da mantenere.
  • L'uso quotidiano va sempre valutato dentro il pasto, non come scelta isolata.
  • La cannella può accompagnare scelte alimentari più adatte agli obiettivi di prevenzione.
  • Il suo impiego ha senso se resta realistico, costante e adatto alla vita di ogni giorno.

L'interesse della cannella diventa più chiaro quando si osserva il suo uso nella dieta quotidiana. I punti seguenti uniscono contesto, prove cliniche e valore nutrizionale nella vita di ogni giorno.

Come si traduce l'interesse biologico della cannella nella dieta di tutti i giorni

Il valore della cannella emerge quando la spezia entra in gesti semplici, concreti e ripetuti. Può dare aroma alla colazione e aiutare ad usare meno zuccheri aggiunti. La sua utilità, quindi, non dipende da un unico effetto sul corpo. Può invece favorire abitudini più in linea con una dieta preventiva. Una piccola dose rende il pasto più piacevole e facilita l'uso costante della spezia salutare.

Uno studio clinico su adulti sani ha usato 1.200 mg al giorno di cannella di Ceylon. Ha rilevato effetti favorevoli sulla pressione e sui lipidi (grassi presenti nel sangue) [10]. Il dato indica un possibile effetto sul metabolismo, cioè sui processi che gestiscono energia e nutrienti. Non permette però di estendere il risultato oltre le persone studiate o ad ogni uso domestico. Questo chiarisce perché dose, regolarità e caratteristiche dei partecipanti siano essenziali per interpretare il risultato. La spezia resta quindi un aiuto nella dieta, non una soluzione autonoma.

Perché le spezie funzionali contano soprattutto nel contesto

Le spezie salutari contano soprattutto nel pasto in cui vengono usate ogni giorno. Il loro ruolo dipende dalla qualità dei cibi, dalla frequenza d'uso e dagli zuccheri presenti. La cannella, dunque, non va considerata come un ingrediente isolato dal resto della dieta. Fa parte di un modello più ampio, nel quale il sapore può favorire ricette semplici. Queste scelte devono però restare adatte alle esigenze e agli obiettivi di salute.

Una revisione del 2014 ha descritto la spezia come pianta medicinale con molte azioni possibili. Gli studi esaminati indicavano attività antiossidanti, anti-infiammatorie, antidiabetiche e ipolipemizzanti (legate alla riduzione dei grassi nel sangue) [11]. La revisione però riassume diversi meccanismi e non dimostra ogni possibile uso negli alimenti. Per questo conta il pasto reale, mentre senza contesto il termine nutraceutico naturale può restare vago. Il termine descrive quindi un interesse possibile, che va interpretato alla luce delle prove disponibili. Nel giusto quadro, emerge invece il legame tra la dieta e la prevenzione.

Qual è il valore della cannella oltre il semplice aroma

Il valore della cannella oltre il semplice aroma sta nel fatto che una spezia può avere anche un interesse biologico, non solo sensoriale. In un'alimentazione quotidiana, questo significa unire piacevolezza e funzione, senza trasformare la cannella in un rimedio. Il suo profilo diventa interessante quando viene considerata come parte di un alimento funzionale, capace di accompagnare scelte più attente e di rafforzare l'idea di una cannella e prevenzione letta in chiave prudente.

Un trial con 3 g al giorno non ha trovato prove sufficienti per sostenere l'uso della cannella nella prevenzione o nel trattamento delle malattie metaboliche [12]. Un'altra ricerca ha testato 1 g al giorno per 2 mesi in donne con sintomi di menopausa precoce, ma il dato resta circoscritto a quel contesto e non cambia il messaggio generale [13]. Anche qui il limite è chiaro: il valore della spezia è reale, ma non va sovrastimato oltre le evidenze disponibili.

Sintesi delle evidenze scientifiche

Questa sintesi raccoglie i dati più utili della bibliografia ricevuta e distingue linee guida, revisioni e studi clinici. Mostra quali segnali sono più coerenti e dove, invece, i risultati restano incerti o discordi.

Anno pubblicazione Area studiata Cosa indicano gli studi
2013 Diabete di tipo 2 i risultati variano, ma indicano un possibile interesse per glicemia e lipidi [7]
2014 Meccanismi biologici generali gli studi indicano effetti antiossidanti e anti-infiammatori, ma non danno una prova clinica certa [6]
2015 Esiti glicemici complessivi i diversi metodi usati negli studi impongono una lettura prudente dei dati [8]
2017 Sicurezza e parametri cardiovascolari alcuni esiti mostrano un segnale coerente, che non va esteso in modo automatico alla popolazione generale [5]
2019 Uso tradizionale e lettura farmacologica sono emersi vari ambiti di interesse, legati però al contesto e alla forma di assunzione [14]
2020 Infiammazione e stress ossidativo i dati variano, ma indicano un possibile interesse per cuore e metabolismo [9]
2024 Controllo glicemico la cannella può associarsi a un miglior controllo della glicemia in alcuni contesti clinici [3]
2024 Risposta glicemica nel prediabete gli studi indicano un possibile effetto utile sulla glicemia giornaliera [4]

Lettura editoriale delle evidenze

Leggendo gli studi raccolti in questo articolo, ho trovato che la cannella suscita un interesse scientifico concreto, specie per il metabolismo. Revisioni e trial clinici mostrano possibili benefici su glicemia e lipidi in contesti ben precisi. I segnali osservati riguardano soprattutto persone con problemi nel gestire gli zuccheri. Tuttavia, gli esiti cambiano tra i gruppi e non mi permettono di considerare la spezia come un intervento autonomo. Il dato più solido che ho ricavato riguarda quindi il rapporto tra cannella, dieta e metabolismo, non un singolo effetto clinico.

Il limite principale che ho riscontrato nasce dalle molte differenze tra gli studi: cambiano specie, dose, durata, persone e tipo di prodotto. Molti lavori durano poco, includono poche persone e misurano valori intermedi, non benefici di lungo corso. Inoltre, ho notato che gran parte dei dati riguarda persone con disturbi metabolici e non vale in modo diretto per tutti. L'interesse è quindi credibile, ma le prove non sono ancora abbastanza concordi per trarre conclusioni più forti.

Conclusioni e sintesi editoriale

La cannella è detta spezia funzionale perché, oltre all'aroma, può avere un concreto interesse per la nutrizione. Dagli studi qui esaminati ho visto un possibile ruolo nel metabolismo, specie per glicemia e lipidi, cioè zuccheri e grassi nel sangue. Tuttavia, i risultati variano e non mi permettono conclusioni valide per tutti. Conta soprattutto la dieta nel suo insieme: una spezia non la migliora da sola, ma può sostenere abitudini sane e durature.

La cannella mi mostra come nutrizione, metabolismo e prevenzione possano incontrarsi nelle scelte di ogni giorno. Il suo valore non nasce da effetti eccezionali, ma dal ruolo che può avere in una dieta ben composta. Questa lettura mi aiuta a parlarne con rigore, senza promesse e senza ridurre il tema al solo aroma. In questo spazio la spezia mantiene il suo valore sia per la scienza sia per chi legge.

Nota critica finale

Negli studi qui raccolti ho visto un reale interesse biologico, ma non ho trovato un valore uguale e certo per tutti. Alcune ricerche rilevano segnali utili, però le differenze tra gli studi mi rendono arduo estendere i risultati. Inoltre, ho notato che molte prove riguardano persone con problemi del metabolismo e non la popolazione generale. Questo riduce la forza delle conclusioni che posso trarre. Il dato più solido, quindi, è che il suo ruolo varia con la dieta, la forma usata e la qualità dei pasti.

Riferimenti

[1] Healthy diet

2024

WHO

[2] Dietary Guidelines for Americans, 2020-2025

2020

USDA

[3] The effect of cinnamon supplementation on glycemic control in patients with type 2 diabetes mellitus: An updated systematic review and dose‐response meta‐analysis of randomized controlled trials

Moridpour, Amir Hossein; Kavyani, Zeynab; Khosravi, Somaye; Farmani, Elahe; Daneshvar, Maziar; Musazadeh, Vali; et al., 2024

Phytotherapy Research

[4] Effect of cinnamon spice on continuously monitored glycemic response in adults with prediabetes: a 4-week randomized controlled crossover trial

Zelicha, Hila; Yang, Jieping; Henning, Susanne M; Huang, Jianjun; Lee, Ru-Po; Thames, Gail; et al., 2024

The American Journal of Clinical Nutrition

[5] Evaluation of pharmacodynamic properties and safety of Cinnamomum zeylanicum (Ceylon cinnamon) in healthy adults: a phase I clinical trial

Ranasinghe, Priyanga; Jayawardena, Ranil; Pigera, Shehani; Wathurapatha, Wasundara Sevwandi; Weeratunga, Hasitha Dhananjaya; Premakumara, G. A. Sirimal; et al., 2017

BMC Complementary and Alternative Medicine

[6] Cinnamon: A Multifaceted Medicinal Plant

Rao, Pasupuleti Visweswara; Gan, Siew Hua, 2014

Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine

[7] Cinnamon Use in Type 2 Diabetes: An Updated Systematic Review and Meta-Analysis

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The Annals of Family Medicine

[8] The glycaemic outcomes of Cinnamon, a review of the experimental evidence and clinical trials

Medagama, Arjuna B., 2015

Nutrition Journal

[9] Impact of Cinnamon Supplementation on cardiometabolic Biomarkers of Inflammation and Oxidative Stress: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials

Zhu, Changyou; Yan, Hongmei; Zheng, Yin; Santos, Heitor O.; Macit, Melahat Sedanur; Zhao, Ketong, 2020

Complementary Therapies in Medicine

[10] Dietary Cinnamon Supplementation and Changes in Systolic Blood Pressure in Subjects with Type 2 Diabetes

Wainstein, Julio; Stern, Naftali; Heller, Shimrit; Boaz, Mona, 2011

Journal of Medicinal Food

[11] Anti-inflammatory activity of cinnamon (C. zeylanicum and C. cassia) extracts – identification of E-cinnamaldehyde and o-methoxy cinnamaldehyde as the most potent bioactive compounds

Gunawardena, Dhanushka; Karunaweera, Niloo; Lee, Samiuela; van Der Kooy, Frank; Harman, David G.; Raju, Ritesh; et al., 2015

Food & Function

[12] Effect of cinnamon on gastric emptying, arterial stiffness, postprandial lipemia, glycemia, and appetite responses to high-fat breakfast

Markey, Oonagh; McClean, Conor M; Medlow, Paul; Davison, Gareth W; Trinick, Tom R; Duly, Ellie; et al., 2011

Cardiovascular Diabetology

[13] Cinnamon potential in alleviating early postmenopause symptoms: a randomized clinical trial

Refaei, Mansoureh; Karami, Zahra; Kazemi, Farideh; Moradkhani, Shirin; Masoumi, Seyedeh Zahra; Jenabi, Ensieh; et al., 2024

Menopause

[14] Pharmacological properties and their medicinal uses of Cinnamomum : a review

Kumar, Sanjay; Kumari, Reshma; Mishra, Shailja, 2019

Journal of Pharmacy and Pharmacology

Nota editoriale

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