Open Access Critical Evidence Review

Estratti di origano con CO2 supercritica: attività antimicrobica e antibiofilm studiata in laboratorio

Nel 2024, la ricercatrice polacca Daniela Gwiazdowska e i colleghi, sulla rivista Molecules, hanno studiato come diverse modalità di estrazione con CO2 supercritica modificano la composizione e l'attività antimicrobica e antibiofilm di estratti ottenuti dalle foglie di Origanum vulgare. La ricerca è stata svolta esclusivamente su microrganismi in laboratorio.

Cita questo articolo
Bitonti, M. (2026). Estratti di origano con CO2 supercritica: attività antimicrobica e antibiofilm studiata in laboratorio. Life Science Hub Journal. DOI: 10.5281/zenodo.23531679. https://lifesciencehub.info/it/estratti-di-origano-con-co2-supercritica-attivita-antimicrobica-e-antibiofilm-studiata-in-laboratorio
LIFE Science Hub - Journal of Science · 2026 / Ott
  • Pubblicazione 19/10/2026
  • Aggiornamento 21/10/2026
  • Revisione 21/10/2026
  • Storia articolo

DOI 10.5281/zenodo.23531679

  • ORIGANUM VULGARE
  • ESTRAZIONE SUPERCRITICA
  • ATTIVITÀ ANTIMICROBICA
  • BIOFILM
  • SICUREZZA ALIMENTARE
Storia dell'articolo
Date
  • Pubblicazione 19/10/2026
  • Aggiornamento 21/10/2026
  • Revisione 21/10/2026
Revisioni
  1. v1.0 — 19/10/2026 Pubblicazione iniziale dell'articolo.
  2. v1.1 — 21/10/2026 Aggiornamento editoriale di contenuti, fonti o riferimenti.

LIFE Science Hub mantiene traccia di tutte le versioni pubblicate dell'articolo per garantire trasparenza editoriale. Le revisioni future verranno aggiunte qui.

Laboratory still-life of oregano leaves, glass extraction equipment and biofilm model, illustrating supercritical CO2 extract antimicrobial testing in vitro.
Estratto di origano ottenuto con CO2 supercritica in un contesto di laboratorio, associato al controllo della crescita microbica e alla riduzione del biofilm in vitro.

ABSTRACT : COSA DICE LA SCIENZA

Lo studio ha valutato tre estratti di foglie di Origanum vulgare ottenuti con anidride carbonica supercritica. I risultati indicano un'attività contro batteri, funghi e biofilm in prove di laboratorio. L'intensità dell'effetto è variata in base al microrganismo, alla concentrazione e alle condizioni usate per preparare l'estratto.

La sintesi degli autori descrive una ricerca sperimentale in vitro, cioè svolta su microrganismi coltivati in laboratorio e non su persone o animali. Le foglie di origano sono state estratte con CO2 supercritica, una tecnica che usa anidride carbonica ad alta pressione per separare molecole vegetali; è stato usato anche metanolo come co-solvente. Sono stati confrontati estratti prodotti a 40, 50 e 60 °C. L'analisi chimica ha rilevato acidi fenolici, flavonoidi e triterpeni, tra cui acido rosmarinico, luteolina, naringenina, acido oleanolico e acido ursolico. Gli estratti hanno inibito batteri selezionati, inclusi Salmonella Enteritidis, Listeria monocytogenes e Staphylococcus aureus, con concentrazioni minime inibenti fra 0,25 e 1,0 mg/mL. Hanno inoltre agito contro specie di Fusarium, ma a concentrazioni generalmente più elevate. L'estratto ottenuto a 40 °C ha ridotto la formazione di biofilm di L. monocytogenes e S. aureus fino al 100% a due volte la concentrazione minima inibente. Ha rimosso solo in parte biofilm già maturi. Questi risultati mostrano un potenziale tecnologico in laboratorio, non dimostrano efficacia clinica, sicurezza d'uso o capacità di prevenire infezioni nell'uomo.

Cosa ha analizzato questa ricerca

Per capire se il modo di preparare un estratto cambia ciò che può fare in provetta, Gwiazdowska e colleghi hanno confrontato tre preparazioni ottenute dalle foglie di origano a 40, 50 e 60 °C. La CO2 supercritica è una forma di anidride carbonica che combina caratteristiche di liquido e gas e può penetrare il materiale vegetale; qui è stato aggiunto metanolo per favorire il recupero di molecole più polari.

Gli autori hanno identificato componenti vegetali con cromatografia liquida e spettrometria di massa, tecniche che separano e riconoscono molecole. Hanno poi testato batteri, funghi del genere Fusarium e biofilm, cioè comunità microbiche aderenti a una superficie e protette da una matrice. Le prove hanno misurato sia il blocco della crescita sia la capacità di ostacolare o rimuovere biofilm già formati.

Dati della ricerca

Antimicrobial and Antibiofilm Activity of Origanum vulgare Extracts Obtained by Supercritical Fluid Extraction Under Various Extraction Conditions

Daniela Gwiazdowska e colleghi, 2024, 2024
Molecules

DOI : https://doi.org/10.3390/molecules29245823

Cosa mostra lo studio :
  • Sono stati confrontati tre estratti di foglie, ottenuti a 40, 50 e 60 °C con CO2 supercritica e co-solvente.
  • Contro i batteri testati, le concentrazioni minime inibenti sono state comprese fra 0,25 e 1,0 mg/mL.
  • L'estratto a 40 °C ha inibito completamente la formazione di biofilm di Listeria e Staphylococcus a 2×MIC.

Quali risultati emergono dallo studio

In termini pratici, gli estratti hanno ostacolato la crescita dei microrganismi esaminati, ma non tutti con la stessa intensità. I batteri sono risultati in generale più sensibili dei funghi. Per i batteri, la concentrazione minima inibente, cioè la più bassa quantità capace di impedire una crescita visibile, è stata fra 0,25 e 1,0 mg/mL. Per alcune specie di Fusarium sono serviti invece 7,5 o 15 mg/mL.

L'estratto prodotto a 40 °C ha mostrato l'effetto più approfonditamente valutato sul biofilm. A 2×MIC ha impedito del tutto la formazione di biofilm da L. monocytogenes e S. aureus, mentre contro Pseudomonas aeruginosa l'inibizione è stata del 34%. Sui biofilm maturi, più difficili da rimuovere, l'effetto è stato parziale, dal 18% al 52%. Le differenze osservate indicano che specie microbica, dose e preparazione dell'estratto influenzano il risultato.

Perché questo studio è rilevante

La ricerca è rilevante soprattutto per la sicurezza microbiologica degli alimenti e delle superfici, non per il trattamento delle infezioni. Mostra che un estratto vegetale non è una sostanza fissa: temperatura, solvente e processo di estrazione possono cambiare il profilo delle molecole recuperate e l'attività misurata. Lo stesso principio è emerso anche in una precedente ricerca su frazioni di origano ottenute con CO2 supercritica [1].

Il risultato sul biofilm merita attenzione perché queste strutture rendono i microrganismi più difficili da controllare. Un altro studio su olio essenziale di O. vulgare subsp. hirtum ha osservato attività contro cellule libere e biofilm di Salmonella e Listeria [2]. Tuttavia, gli oli essenziali e gli estratti supercritici hanno composizione e concentrazione diverse: non sono prodotti equivalenti.

Limiti dello studio e cosa NON dimostra

Il limite centrale è che tutte le prove sono state condotte in vitro. Un effetto in una piastra non dimostra che l'estratto prevenga o curi infezioni nelle persone, né che sia sicuro da ingerire, inalare o applicare sulla pelle. Non sono stati studiati individui, animali, assorbimento, metabolismo, tossicità clinica o interazioni con farmaci.

Inoltre, l'effetto è stato misurato contro ceppi e condizioni specifiche. La presenza di acidi fenolici, flavonoidi e triterpeni documenta una composizione complessa, ma non identifica con certezza quale molecola sia responsabile dell'attività. Non è neppure possibile equiparare questi estratti alla comune spezia alimentare: le concentrazioni sperimentali e la forma di preparazione sono differenti.

Evidenze indipendenti di conferma

La catena di conferma inizia dalla preparazione. Santoyo e colleghi hanno confrontato frazioni di foglie di origano ottenute con CO2 supercritica in un esperimento su sei microrganismi: tutte erano attive, ma la frazione più efficace era quella ricca di componenti volatili e ottenuta con parametri specifici [1]. Questo sostiene direttamente l'idea che l'estrazione modifichi l'attività, pur usando un impianto e specie microbiche diversi.

Il passaggio successivo riguarda il biofilm. Kolypetri e colleghi hanno studiato in vitro un olio essenziale di O. vulgare subsp. hirtum contro due patogeni alimentari. Le concentrazioni minime inibenti erano 0,03-0,06% e quelle necessarie per impedire il biofilm 0,06-0,13%; il trattamento al 6,25% per 15 minuti ha eliminato le cellule del biofilm nel loro modello [2]. La conferma è moderata perché riguarda un olio, non la sostanza estratta di Gwiazdowska.

Un terzo studio ha analizzato un estratto etanolico contro dodici isolati orali e ha rilevato inibizione del biofilm variabile fra i ceppi e il modello di superficie [3]. Conferma quindi che l'effetto può estendersi a comunità microbiche aderenti, ma sottolinea anche che non è uniforme e resta confinato a prove di laboratorio.

Evidenze discordanti

I dati non indicano un'attività uguale per tutte le preparazioni. Stamenic e colleghi hanno confrontato estratti supercritici di origano greco con olio ottenuto per idrodistillazione. Gli estratti supercritici erano più attivi contro stafilococchi, mentre l'olio distillato risultava più efficace contro Escherichia coli, Salmonella e Klebsiella pneumoniae [4]. Il risultato è pertinente perché mostra una dipendenza dal metodo di estrazione e dalla specie batterica.

In modo ancora più netto, Sahin e colleghi hanno rilevato attività dell'olio essenziale contro 10 batteri e 15 funghi o lieviti, ma nessuna attività antimicrobica dell'estratto metanolico dalle parti aeree della pianta [5]. Non sono state individuate evidenze direttamente discordanti sufficientemente pertinenti rispetto a ogni singolo dato di Gwiazdowska e colleghi; ciò non dimostra l'assenza di dati in contrasto con qunato osservato. Nel complesso, la letteratura suggerisce che composizione, dose e microrganismo condizionano fortemente l'esito.

Quadro comparativo

Confronto tra studi indipendenti e risultati ottenuti con gli estratti analizzati da Gwiazdowska e colleghi.

Pubblicazione Modello e materiale Risultato principale Rapporto con lo studio
Santoyo et al., 2006 [1] Sei microrganismi; frazioni di foglie estratte con CO2 supercritica L'attività variava tra frazioni; la più attiva era ottenuta con parametri specifici. Conferma diretta della dipendenza dai parametri estrattivi.
Kolypetri et al., 2023 [2] Salmonella e Listeria; olio essenziale di origano Attività antibatterica e antibiofilm con concentrazioni variabili secondo il test. Conferma indiretta dell'attività contro patogeni e biofilm.
Fouzia et al., 2022 [3] Dodici isolati orali; estratto etanolico di origano Inibizione del biofilm variabile per ceppo, concentrazione e superficie. Conferma indiretta e dipendenza dal modello sperimentale.
Stamenic et al., 2014 [4] Batteri selezionati; estratti supercritici e olio distillato L'olio distillato era più attivo contro alcuni batteri Gram-negativi. Evidenza discordante: il metodo non favorisce sempre lo stesso profilo d'azione.
Sahin et al., 2004 [5] 10 batteri e 15 funghi o lieviti; olio essenziale ed estratto metanolico L'olio era attivo; l'estratto metanolico non mostrava attività antimicrobica. Evidenza discordante: la forma estratta può perdere o non concentrare componenti rilevanti.

Conclusione editoriale

Lo studio di Gwiazdowska e colleghi mostra che estratti di Origanum vulgare ottenuti con CO2 supercritica possono ridurre, in laboratorio, la crescita di alcuni batteri e funghi e limitare la formazione di determinati biofilm. I risultati più marcati riguardano alcuni batteri Gram-positivi e il biofilm di Listeria monocytogenes e Staphylococcus aureus. L'aspetto più utile della ricerca non è dimostrare un impiego sanitario dell'origano, ma chiarire che la procedura di estrazione cambia il profilo chimico e l'attività osservata. Le pubblicazioni indipendenti confermano l'interesse antimicrobico di oli ed estratti di origano, ma documentano anche effetti diversi secondo materiale vegetale, tecnica, concentrazione, microrganismo e superficie. I dati disponibili provengono esclusivamente da studi preclinici. Non permette di considerare l'estratto una cura, un disinfettante validato o un sostituto di antibiotici e misure di sicurezza alimentare. La conclusione più moderata è che si tratta di un potenziale strumento tecnologico da verificare in matrici reali e con valutazioni di sicurezza.

Riferimenti

[1] Supercritical Carbon Dioxide Extraction of Compounds with Antimicrobial Activity from Origanum vulgare L.: Determination of Optimal Extraction Parameters

Santoyo, S.; Cavero, S.; Jaime, L.; Ibañez, E.; Señoráns, F.J.; Reglero, G., 2006

Journal of Food Protection

[2] Chemical Composition, Antibacterial and Antibiofilm Actions of Oregano (Origanum vulgare subsp. hirtum) Essential Oil against Salmonella Typhimurium and Listeria monocytogenes

Kolypetri, Sonia; Kostoglou, Dimitra; Nikolaou, Anastasios; Kourkoutas, Yiannis; Giaouris, Efstathios, 2023

Foods

[3] Origanum vulgare ethanolic extracts as a promising source of compounds with antimicrobial, anti-biofilm, and anti-virulence activity against dental plaque bacteria

Idir, Fouzia; Van Ginneken, Sybren; Coppola, Guglielmo A.; Grenier, Daniel; Steenackers, Hans P.; Bendali, Farida, 2022

Frontiers in Microbiology

[4] Free-radical scavenging activity and antibacterial impact of Greek oregano isolates obtained by SFE

Stamenic, Marko; Vulic, Jelena; Djilas, Sonja; Misic, Dusan; Tadic, Vanja; Petrovic, Slobodan; et al., 2014

Food Chemistry

[5] Biological activities of the essential oils and methanol extract of Origanum vulgare ssp. vulgare in the Eastern Anatolia region of Turkey

Şahin, F; Güllüce, M; Daferera, D; Sökmen, A; Sökmen, M; Polissiou, M; et al., 2004

Food Control

Nota editoriale

L'Intelligenza Artificiale è stata impiegata esclusivamente come strumento di supporto editoriale e documentale. Tutti i contenuti, le interpretazioni, le citazioni bibliografiche e le conclusioni sono stati verificati, revisionati e approvati dall'autore, che ne assume la piena responsabilità scientifica.

Il manoscritto è stato inoltre sottoposto a revisione tra pari (peer review) indipendente prima della pubblicazione.

Per garantire la massima trasparenza, la cronologia completa dell'articolo, comprensiva delle date di sottomissione, revisione, accettazione e pubblicazione, nonché delle informazioni sul processo di peer review, è disponibile nella pagina dedicata alla Storia dell'articolo.