Per comprendere come il glutammato trasformi l'attività delle reti neuronali in una risposta di vigilanza e allerta, dobbiamo seguire il suo effetto sui neuroni dell'orexina. Queste cellule, situate nell'ipotalamo laterale, rappresentano un importante collegamento tra metabolismo energetico, attività cerebrale e risposta allo stress. Ricevono infatti numerosi segnali glutammatergici che ne regolano costantemente l'eccitabilità. Le variazioni nella trasmissione del glutammato possono quindi modificare rapidamente l'attività dei neuroni orexinergici, adattando lo stato di vigilanza alle esigenze metaboliche e ambientali. In questo processo, il glutammato trasmette il segnale eccitatorio, mentre l'orexina (un neuropeptide, messaggero chimico, prodotto nell’ipotalamo, una regione del cervello) contribuisce ad amplificarlo e distribuirlo verso altre regioni cerebrali, tra cui il locus coeruleus. Si delinea così un passaggio fondamentale: i segnali metabolici che influenzano la comunicazione neuronale possono contribuire all'attivazione dei circuiti responsabili della vigilanza e della risposta allo stress.
Le evidenze elettrofisiologiche hanno dimostrato che i neuroni dell'orexina possiedono un'attività tonica spontanea ma, soprattutto, sono in grado di amplificare rapidamente la propria attivazione attraverso un sofisticato circuito locale di feedback positivo. Contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente, l'orexina non esercita infatti una marcata autoeccitazione diretta sui neuroni che la producono. Il suo effetto principale consiste piuttosto nell'attivare neuroni glutammatergici locali, i quali aumentano il rilascio di glutammato sulle cellule orexinergiche, sincronizzandone la scarica elettrica. Questo circuito determina una robusta depolarizzazione dei neuroni dell'orexina, accompagnata da un incremento della frequenza dei potenziali d'azione (brevi impulsi elettrici che permettono ai neuroni di trasmettere rapidamente informazioni attraverso il sistema nervoso) che può superare di oltre tre volte i valori basali. Grazie a questo meccanismo, una popolazione relativamente piccola di neuroni riesce a reclutare rapidamente l'intera rete orexinergica, coordinando l'attivazione simultanea delle numerose regioni cerebrali responsabili della veglia, dell'attenzione, del comportamento alimentare e della risposta allo stress. Il glutammato non rappresenta quindi soltanto uno stimolo eccitatorio iniziale, ma diventa il principale amplificatore della trasmissione orexinergica, consentendo al sistema di mantenere uno stato di attivazione sufficientemente intenso e prolungato (Li et al., 2002) [6].
L'organizzazione di questo circuito evidenzia inoltre come il cervello utilizzi contemporaneamente meccanismi di amplificazione e di controllo. Mentre il glutammato sincronizza e rafforza l'attività dei neuroni orexinergici, altri sistemi neuromodulatori esercitano un'azione opposta per impedirne un'eccessiva attivazione. Tra questi rivestono particolare importanza la noradrenalina e la serotonina, che inducono un'iperpolarizzazione dei neuroni dell'orexina e ne riducono significativamente la frequenza di scarica. Si realizza così un sistema di autoregolazione estremamente raffinato: il glutammato agisce come acceleratore dell'attività orexinergica, mentre i sistemi monoaminergici contribuiscono a limitarne l'intensità, evitando che l'attivazione dei circuiti della veglia diventi eccessiva o persistente (Li et al., 2002) [6].
Ulteriori conferme del ruolo centrale del glutammato provengono dagli studi farmacologici sui recettori ionotropi non-NMDA (proteine presenti sulla superficie dei neuroni che, attivate dal glutammato, aprono canali ionici). La stimolazione sperimentale di questi recettori mediante acido kainico determina infatti un marcato aumento dell'attivazione dei neuroni dell'orexina, documentato dall'incremento dell'espressione della proteina c-Fos, uno dei principali marcatori di attività neuronale. Al contrario, la somministrazione preventiva dell'antagonista selettivo CNQX riduce significativamente tale risposta, dimostrando che una parte sostanziale dell'attività orexinergica dipende proprio dalla trasmissione glutammatergica mediata dai recettori non-NMDA. Il ruolo predominante della trasmissione glutammatergica emerge con estrema chiarezza: senza un adeguato input di glutammato, l'attività dei neuroni orexinergici si riduce sensibilmente, limitando la capacità del cervello di mantenere uno stato di vigilanza e di preparazione comportamentale (Eyigor et al., 2010) [7].
L'importanza fisiologica di questo circuito emerge con particolare evidenza nelle condizioni in cui la trasmissione glutammatergica viene compromessa. Un esempio è rappresentato dal trauma cranico, nel quale numerosi pazienti sviluppano sonnolenza diurna, riduzione dello stato di vigilanza e frammentazione del ciclo sonno-veglia. Analisi ultrastrutturali hanno dimostrato che tali alterazioni non dipendono da una perdita generalizzata dei neuroni dell'orexina, bensì da una marcata riduzione del glutammato contenuto nelle terminazioni presinaptiche che stabiliscono contatti eccitatori con questi neuroni. In altre parole, il sistema orexinergico rimane strutturalmente presente, ma riceve un numero insufficiente di segnali eccitatori per mantenere il normale livello di attività. È come se il motore fosse perfettamente funzionante, ma ricevesse una quantità insufficiente di carburante per sviluppare tutta la propria potenza. La conseguenza è una riduzione dell'attivazione dei neuroni dell'orexina e, di riflesso, dell'intero sistema di arousal (stato di attivazione del cervello e dell’organismo che aumenta vigilanza, attenzione e capacità di reagire agli stimoli) che da essi dipende (Elliott et al., 2018) [8].
Particolarmente interessante è l'osservazione che questa alterazione possa essere almeno in parte reversibile. La supplementazione con aminoacidi a catena ramificata (BCAA), iniziata dopo il trauma, è risultata infatti capace di ripristinare selettivamente il contenuto di glutammato nelle terminazioni nervose che innervano i neuroni orexinergici dell'ipotalamo laterale. Questo risultato suggerisce che il principale deficit funzionale conseguente al trauma non sia rappresentato da un eccesso di inibizione, bensì da una perdita dell'input glutammatergico eccitatorio. Poiché leucina, isoleucina e valina costituiscono importanti precursori metabolici per la sintesi del glutammato, la loro disponibilità consente di ricostituire progressivamente i depositi presinaptici del neurotrasmettitore, ristabilendo la normale eccitazione dei neuroni dell'orexina. L'effetto appare inoltre altamente selettivo, poiché il ripristino del glutammato è stato osservato soprattutto nelle sinapsi dirette ai neuroni orexinergici, mentre nelle aree corticali maggiormente danneggiate dalla lesione il contenuto del neurotrasmettitore rimane sostanzialmente ridotto. Ciò evidenzia come il sistema dell'orexina rappresenti uno dei bersagli più sensibili delle modificazioni metaboliche che interessano il glutammato e conferma il ruolo centrale di questo neurotrasmettitore nel mantenimento dello stato di vigilanza (Elliott et al., 2018) [8].
Nel loro insieme, queste evidenze delineano un circuito estremamente coerente. Il glutammato non svolge semplicemente la funzione di neurotrasmettitore eccitatorio, ma costituisce il principale regolatore dell'attività dei neuroni orexinergici. Attraverso l'attivazione dei recettori non-NMDA (principalmente i recettori AMPA) e il reclutamento di circuiti glutammatergici locali, esso sincronizza e amplifica la scarica della popolazione orexinergica, permettendo a un numero relativamente limitato di neuroni di coordinare l'attività di vaste reti cerebrali. Quando invece l'input glutammatergico si riduce, come avviene dopo un trauma cranico, l'intero sistema dell'orexina perde efficienza, con una conseguente diminuzione dello stato di vigilanza. Al contrario, quando la disponibilità di glutammato aumenta, l'attivazione dei neuroni orexinergici diventa più intensa e si propaga rapidamente verso le principali strutture bersaglio del sistema di arousal.
L'attivazione dei neuroni orexinergici rappresenta soltanto una parte della risposta cerebrale allo stress. Il locus coeruleus, principale centro di produzione della noradrenalina nel cervello, riceve infatti anche segnali glutammatergici diretti da altre regioni nervose. Questo significa che il glutammato può aumentare lo stato di vigilanza attraverso due vie complementari: stimolando i neuroni dell'orexina e attivando direttamente quelli noradrenergici. Ma da quali regioni provengono questi segnali? E come vengono integrati per trasformare una minaccia in una risposta coordinata di allerta? Per comprenderlo, dobbiamo esaminare le connessioni glutammatergiche che convergono sul locus coeruleus.