È proprio all’interno di questa rete di segnali metabolici e infiammatori che emerge uno dei principali punti di convergenza tra le alterazioni del pathway dell’insulina e la disregolazione immunitaria caratteristica delle MICI: mTOR. Situato a valle della via PI3K/AKT, mTOR non rappresenta infatti soltanto un effettore della segnalazione insulinica, ma un vero sensore metabolico capace di integrare disponibilità di nutrienti, segnali di crescita, citochine e condizioni di stress. La sua attività può quindi tradurre un’alterazione metabolica in una diversa risposta cellulare e immunitaria, creando un collegamento diretto tra il quadro di insulino-resistenza precedentemente descritto e i meccanismi che sostengono l’infiammazione intestinale.
Nel 2024 alcuni ricercatori descrivono mTOR come un importante regolatore metabolico capace di orientare il comportamento delle cellule immunitarie in funzione dei nutrienti e delle citochine presenti nel microambiente. La sua attività contribuisce in particolare a determinare il destino dei linfociti T, influenzando l’equilibrio tra popolazioni effettrici e regolatorie. Nelle MICI, un’alterazione di questo controllo può quindi favorire una risposta maggiormente pro-infiammatoria, sostenendo la differenziazione e l’attività delle cellule Th17 a discapito dei meccanismi regolatori necessari a contenere l’infiammazione della mucosa intestinale (Zhang et al., 2024) [3].
Questa relazione diventa particolarmente importante considerando che le cellule Th17 producono citochine come IL-17, IL-21 e IL-22, capaci di modificare profondamente il microambiente infiammatorio intestinale. Quando l’attività di mTOR favorisce i programmi metabolici associati alla risposta effettrice, le cellule T naïve (linfociti T non ancora attivati dal loro specifico antigene) possono essere maggiormente orientate verso fenotipi pro-infiammatori; al contrario, la riduzione della segnalazione di mTOR può favorire lo sviluppo delle cellule Treg, deputate al controllo della risposta immunitaria e al mantenimento della tolleranza.
Una dimostrazione sperimentale di questo equilibrio emerge dal lavoro di alcuni ricercatori, nel quale l’impiego dell’inibitore di mTOR INK128 in modelli animali di colite ha determinato una significativa attenuazione dell’infiammazione intestinale. Il trattamento è stato associato a una diminuzione delle popolazioni Th1 e Th17 e, contemporaneamente, a un aumento della componente Treg. Gli animali trattati mostravano inoltre una migliore integrità del colon e una minore perdita di peso, indicando come l’intervento sulla segnalazione di mTOR possa tradursi in modificazioni concrete sia della risposta immunitaria sia del danno intestinale (Shi et al., 2019) [4].
Risultati concordanti sono stati riportati anche nel 2016, valutando gli effetti dell’inibizione di mTOR mediante AZD8055 (sostanza che inibisce direttamente mTOR) in modelli sperimentali di colite. Anche in questo caso, il trattamento ha ridotto l’infiammazione e la presenza delle popolazioni Th1 e Th17, favorendo parallelamente l’espansione delle Treg e l’aumento di IL-10, importante citochina antinfiammatoria associata alla risposta regolatoria. L’inibizione di mTOR ha quindi spostato l’equilibrio immunitario da una condizione prevalentemente effettrice e pro-infiammatoria verso un profilo maggiormente regolatorio (Hu et al., 2016) [5].
Il contributo di mTOR non si esaurisce nell’immunità adattativa: l’epitelio (tessuto che riveste e protegge le superfici dell’organismo) del colon, lungi dall’essere una barriera passiva, “parla” al sistema immunitario modulando il profilo citochinico del tessuto in funzione del suo stato di differenziazione, un processo che dipende proprio dalla segnalazione mTOR. Quando questo circuito si altera, l’epitelio favorisce iperplasia e richiami pro-infiammatori, alimentando la colite dall’interno del tessuto stesso (Lyons et al., 2018) [13].
Questa stessa “centralina” metabolica governa la scelta di linguaggio delle cellule T: quando mTOR è attivo, le cellule T naive imboccano le vie effettrici (Th1/Th2/Th17); quando il segnale si smorza, prevale la via regolatoria e compaiono Treg e Foxp3+, più adatte a ristabilire la tolleranza. È un interruttore immunologico che trasforma un coro dissonante in una musica più ordinata (Delgoffe et al., 2009) [11].
In un'altra ricerca del 2013 è stato definito mTOR come un sensore metabolico che integra nutrienti, citochine e stress e decide il destino delle cellule dell’intestino e del sistema immunitario. Quando il suo freno naturale, PTEN (proteina che frena la via PI3K/AKT), si abbassa, il pathway dell’insulina PI3K/AKT/mTOR s’iperattiva nelle cellule T e nei linfociti mucosali del Crohn, sostenendo proliferazione, sopravvivenza e mediatori infiammatori come se si tenesse il piede sull’acceleratore in una strada già affollata dall’infiammazione (Long et al., 2013) [10].
Non a caso, in condizioni controllate ex vivo, la rapamicina (farmaco che inibisce principalmente l’attività di mTOR) consente di espandere Treg umane mantenendone fenotipo e funzione soppressiva, un indizio pratico di come modulare mTOR possa riequilibrare il braccio regolatorio in contesti di iper-attivazione cronica (Battaglia et al., 2012) [12].
Non stupisce, quindi, che le strategie farmacologiche contro mTOR stiano emergendo, come vedremo nel paragrafo successivo, come piste concrete nelle MICI: i dati preclinici mostrano riduzioni di citochine, ripristino della barriera e riequilibrio Th17/Treg, mentre la clinica richiede ancora studi più ampi per definire efficacia e sicurezza a lungo termine (Lashgari et al., 2021) [14]; (Afzal et al., 2022) [15].
Nel complesso, le evidenze analizzate delineano nelle MICI una stretta interazione tra alterazioni metaboliche, pathway dell’insulina e disregolazione immunitaria. In questo scenario, mTOR emerge come un nodo centrale capace di integrare i segnali provenienti dalla via PI3K/AKT con i programmi metabolici che regolano l’attività dei linfociti T. Una sua attivazione eccessiva può favorire proliferazione, risposte pro-infiammatorie e polarizzazione effettrice, contribuendo allo squilibrio Th17/Treg e alla persistenza dell’infiammazione intestinale. Al contrario, una corretta modulazione di mTOR può sostenere autofagia, funzione regolatoria delle Treg e omeostasi epiteliale, evidenziando l’importanza dell’equilibrio di questa rete nella fisiopatologia delle MICI.